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Buon Natale Maria Rita

I lampadari in cristallo finto
la kenzia stanca nell’ingresso
le cornici di argento spento
come i sorrisi di cui sono ornamento

Una Madonna di gesso sbiadita
le tende cipria in tessuto spesso
il divano di pelle raggrinzita
il velo pietoso che lo tiene in vita

Il panettone preso a ottobre impolverato
la pastorella del presepe mutilata
Maria Rita stesa a terra senza fiato
dal Natale per sempre liberata

Fai come noi

Fai come il vento, come il mare
come pioggia sopra i tetti
di amianto in arsenale:
rumore.

Fai come un’ombra, come un salto
come un urlo nel bel mezzo
di una notte tempestosa:
paura.

Fai come vuoi, come noi
come il sole dietro i monti
alle diciotto a Bonassola:
scompari.

Sono morta per i morti

Sono morta per i morti
non è stata una sorpresa
Sono morta un po’ alla volta
come un fiore in un bicchiere

Sono morta il due novembre
non è stato un dispiacere
Stavo immobile seduta
sola tra le coccinelle

Sono morta a novant’anni
non è stata una gran cosa
L’aspettavo ed è arrivata
come il fischio a fine gara

come gli stronzi

e allora saremo come gli altri
come gli stronzi
come quelli tra carne e pesce
fatti di nulla
di polvere
di suoni scordati
di pareri discordanti
di pareti crepate
come la terra in estate
come le mani in inverno
come i cuori dimenticati
stesi
ad asciugare

Ho scritto tanto sulla sabbia

Ho scritto tanto
sulla sabbia

Ho contato il tempo in passi
non proprio felpati

La bellezza sta negli occhi
di chi gli occhi ce li ha belli

I gradini fino a casa
sono ancora ventisei

Non mi alzo

Non mi alzo
non mi azzardo
Il mio sangue è di cemento:
armato.

Non mi affanno
non mi affaccio
Non mi sporgo dalla porta:
blindata.

Non mi sveglio
non mi scanto
Il mio sguardo è come un muro:
bianco.

Non mi muovo
non mi sposto
Il mio cuore è solo un muscolo:
ripieno.

Mi han detto che ti piacciono i ragazzi

Mi han detto che ti piacciono i ragazzi
col ciuffo
liscio, pettinato di lato
baffetto stretto
sguardo un po’ incazzato

Mi han detto che ti piacciono i tipi
da spiaggia
costume a fiori
ciabatte infradito
abbronzatura discreta sotto peli sottili

Mi han detto che hai comprato una moto
per andare al mare col tuo ragazzo
col ciuffo
e il costume a fiori
che non sorride mai

Mi han detto che parlate poco
che non vi baciate spesso
che sulla sabbia bagnata
mi hai fatto un ritratto
col dito medio

La mattina

La mattina sa di zucchero a velo
su soffritti digeriti male

Sa di chiuso
di lenzuola umide
del vomito del gatto
sul tappeto della cucina.

La mattina sa di grasso di catena
su polpacci depilati in fretta

Sa di rabbia
di vento negli occhi
di colpi di grancassa
sotto la maglia sudata.

La mattina sa di fiori morti
nei bidoni dei cimiteri

Sa di incertezza
di lacrime secche
dei baci appena sveglie
che non ci diamo più.

Le giornate di pioggia

Le giornate di pioggia
passate inosservate
senza bisogno di luce
di aria
di voce

– Sono calma
sono presente
mantengo il controllo –

Le giornate di luce
passate al coperto
senza bagnarsi di pioggia
di ansia
di bolgia

– Sono salda
sono cosciente
mantengo il distacco –

Le giornate di merda
passate a fatica
senza scordarsi di niente
di un cazzo
di niente

– Sono sorda
sono altrove
mantengo il silenzio –

Questo messaggio è stato eliminato

Giacca di plastica
le solite Vans gialle
la destra un po’ slacciata

Birra rossa Fior Fiore
tè deteinato
caffè, ma non per me

Un comodino nuovo
cuscini per il divano
uno schermo da 32 pollici

“Mi manchi”
*Questo messaggio è stato eliminato*
“Scusa, non era per te”

Elastici per i capelli
pile scariche e qualche spicciolo
nel posacenere pulito